Il Mio Approccio

USO DEI TAMBURI A CORNICE IN MUSICOTERAPIA

Introduzione:

Gli strumenti musicali sono introdotti dall'uomo in epoca preistorica per contraddistinguere momenti rituali della vita quotidiana, e del cambiamento delle epoche o delle stagioni. Questo avviene dopo il processo di consolidamento dell'uomo in comunità stabili.

(…) come attestano numerose scoperte archeologiche il tamburello a mano è uno degli strumenti più antichi . E' originario della mesopotamia, lo prova un vaso risalente al 3000 a.c. conservato al museo di Istambul, che raffigura una processione con personaggi che suonano un tamburello con cornice tenuto sotto il braccio sinistro (…..) di questo si trovano testimonianze in un rilievo nella necropoli di Saqqara, (XIX dinastia , circa 1345 a.c. , Il Cairo, Museo archeologico) raffigurante uomini e donne che eseguono una danza funebre , mentre altre donne suonano castagnette e tamburelli.

( Facchin, Le Percussioni , ed EDT, Torino 2000).

Essendo la voce il primo strumento dell'uomo, lo strumento musicale nasce come prolungamento delle membra umane, o ancor meglio come tentativo di distanziare la sonorità dal proprio corpo. Non a caso vengono considerati come primissimi strumenti musicali quelli a scuotimento come piccole zucche usate come maracas, o campanelli applicati mediante un cordino agli arti inferiori, che nel momento della danza vibrano producendo un suono immediatamente riconducibile al gesto dell'esecutore.

Ogni prolungamento consiste nella volontà di rendere il gesto più sonoro possibile, facilitando la condivisione.

La drammatizzazione del GESTO-SUONO, trasporta l'uomo verso una sperimentazione sonora del mondo che lo circonda, ricercando oggetti o costruendone con lo scopo di essere parte del rituale e di condividere stati d'animo attraverso l'espressione.

Da qui alla nascita del tamburo a cornice il passo è breve. Si considera infatti il tamburo a cornice come primo strumento a membrana ideato dall'uomo.

Il ruolo chiave della musica del rituale permette all'uomo di stabilire contatti con il soprannaturale come nella pratica coreutica dello sciamanesimo:

…per lo sciamano il tamburo per sua forma circolare, richiama l'idea di ciclicità rappresenta il centro del mondo ovvero il luogo geometrico di tutte le potenze del cosmo, e anche il l'altare sacro sul quale è sacrificata la materia sonora degli dei.

( G.Bardini, musica e sciamanesimo in Eurasia, 1996).


Le caratteristiche di questo strumento, in ambito sciamanico, tuttavia non sono solo riconducibili al valore strettamente musicale: infatti mediante l'utilizzo del tamburo lo sciamano imita i suoni della natura come il vento e il tuono, la pioggia o il fuoco.

Nello strumento dunque lo sciamano trova importanti caratteristiche ritmiche attraverso lo sfregamento o la percussione della membrana, di cembali di conchiglie, e queste gli consentono di definire lo spazio rituale e contraddistinguerlo (rituale della sepoltura, o di esorcismo) in oltre gli permettono di imitare i suoni della natura; al contempo si presta per un ampio uso melodico in quanto vocalizzando e cantando sulla membrana dona allo sciamano una voce innaturalmente ridondante con sonorità dotate di armonici, che gli permettono di richiamare gli spiriti e dialogare con essi in uno stato di trance.


Nella pratica del Sufismo (Pratica musicale rituale eseguita dalla branca dei mistici dell'Islam diffuso in Turchia, Iran.) il tamburo a cornice si inserisce come coadiuvante del rituale della preghiera nei mistici dell'Islam.

In questo caso, a differenza dell'esempio sopraccitato il tamburo non viene usato da un solo individuo (lo sciamano) con lo scopo di entrare in comunicazione con le divinità e debellare il male del paziente, in questo caso il Daf (strumento a cornice diffuso nell'area eurasiatica e nel medioriente dotato di anelli risuonatori) viene suonato all'unisono da numerosi esecutori con lo scopo di indurre un gruppo di danzatori a danzare imitando i movimenti dei pianeti nell'universo, creando movimenti metrici sul quale intonare canti e preghiere. Nel rituale Sufi il suonatore ripete le melodie ed i ritmi in modo assolutamente coordinato ed estraneo ad ogni tipo di improvvisazione musicale. Al contrario i danzatori percorrono lo spazio in maniere casuale e mai uniforme. Un esempio del valore catartico del movimento di danzatori sottoposti a stimoli ripetitivi.

In questi due esempi possiamo ritrovare gli elementi base che contraddistinguono i due metodi di musicoterapia tradizionale con i tamburi a cornice: nella pratica sciamanica IL METODO ATTIVO, nel rituale sufi QUELLO RICETTIVO.


Tamburi a cornice in Musicoterapia:

I tamburi a cornice presentano numerose caratteristiche in grado di favorire la creazione di contesti musicali terapeutici in quanto conduttori di cambiamento.

Il primo riferimento vuole essere riguardante il valore rituale di essi nel mondo archetipico dell'uomo.

Il tamburo a cornice nella sua storia non ha caratteristiche diverse da un oggetto di uso quotidiano. Esso infatti deriva dal il setaccio usato dai contadini per pulire la farina dalle impurità e dai sassolini che però ha subito un adattamento che gli permettesse di essere sonoro adattato per produrre musica, la sostituzione della retina con una membrana di pelle di animale in grado di produrre suoni dotati di complessità ritmiche e armoniche. Per cui lo strumento conserva la sua semplicità di esecuzione, ed è connotato da tutti come uno strumento elementare, nella forma e nell'applicazione.

Nella storia si vuole definire il tamburo a cornice come il primo tentativo di dotare un esecutore di possibilità non puramente ritmiche.


Tamburi a cornice come facilitatori di movimento

Lo sciamano concepisce l'uso dello strumento a cornice come un mezzo dotato di innumerevoli valenze rituali, come strumento dotato di forti sonorità armoniche e facilmente trasportabile e maneggiabile durante il rito.

Nel momento in cui l'obiettivo dell'intervento musicoterapico consiste nell'aumento della capacità relazionale nei parametri corporeo sonoro musicali, il ruolo del movimento risulta essere cruciale.

Accade molto spesso infatti che secondariamente alla disabilità o in presenza di pazienti con disturbo dell'umore, i partecipanti ad una seduta tendano a stare seduti o in posizioni statiche.

Il tamburo a cornice, soprattutto se con sonagli, spinge il paziente ad un uso dello spazio più attivo e partecipe; se prima con uno strumento come la chitarra o il djembè si vedeva costretto a mantenersi seduto, con il tamburello è stimolato a drammatizzare il gesto suono in maniera molto più evidente , tendendo alla danza ed al movimento ritmato.

In questo modo possiamo definire lo strumento a cornice in grado di facilitare atteggiamenti attivi nei confronti dello spazio, sensibilizza a un forte uso del gesto – suono, spinge e facilita il paziente alla danza.

In oltre risulta essere di semplice uso per pazienti con disabilità fisiche gravi o costretti in carrozzina, che vista la leggerezza di piccoli tamburi a cornice può produrre suoni sia con le mani sia mazzuoli o bacchette.




Tamburi a cornice facilitatori di sintonizzazione.

Come dicevo i tamburi a cornice hanno capacità fisiche ritmiche ed una notevole complessità di suoni armonici. La membrana del tamburo, soprattutto quando essa è particolarmente sottile e ben tesa nel telaio, è facilmente inducibile in vibrazione.

Quando essa vibra produce un intenso spettro sonoro, e più ampio è il diametro del tamburo più esso esprime chiaramente il suono fondamentale , che si presenta più specificatamente come una nota stabile, accompagnata da un ottava e da armonici.

Per scoprire la nota o il suono fondamentale dello strumento ci sono varie tecniche. Nei tamburi a cornice senza piattini o cembali la più semplice consiste nel percuotere la struttura di legno della cornice ripetutamente con il palmo della mano fino a che la membrana dello strumento inizia a vibrare e quindi a sprigionare il suono pulito e ricco di armonici.




La stessa tecnica veniva utilizzata, come spiegavo sopra, da sciamani nei rituali e semplicemente in cori polifonici composti da numerosi esecutori di canto armonico accompagnato da tamburi monopelle tesi, con cornici strette di 30 centimetri di diametro:

il tamburo a telaio degli esquimesi si tiene con la mano sinistra e si percuote con una sottile bacchetta sul telaio, mai sulla pelle, alla parte sottostante in un movimento dal basso verso l'alto.

I ritmi che si ripetono continuamente di tanto in tanto vengono interrotti da pause che contraddistinguono la parte del canto . I cantanti rivolgono la voce contro la membrana per aumentare il tono e conferire alla voce un determinato timbro.

(( Facchin, Le Percussioni , ed EDT, Torino 2000).


Nel processo musicoterapeutico con soggetti dotati di scarsa concentrazione, di mancanza di istinto all'ascolto o con disabilità di tipo cognitivo, l'uso della voce rappresenta volte l'unica possibilità di stabilire un contatto o ricercare la relazione.

In un lavoro di ricerca svolto sul caso di un paziente con tetraparesi spastica, con forte disturbo del linguaggio e presenza di comportamenti aggressivi , ho ottenuto dati considerevoli sulla capacità di convogliare attenzione nella voce del musicoterapista, amplificata e modificata da un tamburo a cornice di grandi dimensioni con membrana accordabile. Il musicoterapista vocalizzava dei canti sulla membrana ed avvicinava l'estremità opposta dello strumento all'orecchio del paziente, che automaticamente iniziava ad usare la voce cercando l'intonazione.

Lo strumento a cornice ha costituito il reale mezzo di trasporto delle vibrazioni sonore che hanno stabilito un legame costituito, al principio da semplici "botta e risposta" di vocalizzi, e successivamente in un dialogo fatto di parole, con intonazione fissa.




Da tale esperienza si deduce che in sedute individuali cliniche sarà possibile avvalersi delle caratteristiche tonali degli strumenti a percussione (con suono determinato) per imitare i suoni, tentare un dialogo tra paziente e musicoterapista sviluppando la sintonizzazione attraverso il supporto melodico armonico del tamburo a cornice.



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